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VOTO
Per il partito del diavolo. Quello dei mercanti, delle mignotte, dei preventivi.

Che ha inventato il marketing e gli hippie. Principio vitale e creatore, maschio, della contemporaneità. Ora, però, sta perdendo dei colpi. Martiri e beghini non fanno altro che strillare di valori e verità. Tutte balle per il vecchio tiranno, avvezzo alla ruvida legge del business e a quella melliflua del piacere. Parole incomprensibili, sparate in tutto il mondo dalla comunicazione.

Il re si era illuso. Per anni aveva dimenticato: non era solo al suo arrivo. La comunicazione era sempre stata lì. Creatrice, femmina, dell’umanità. Il vecchio aveva creduto di dominarla e in effetti per lungo tempo era andata così. Non aveva più memoria di essere anch'egli una sua creazione. Una funzione. Lei poi se ne stava in un angolo. Zitta e buona, casa e bottega. 

Non aveva fatto una piega neanche quando le aveva portato a casa la tecnologia. L'arrivo della nuova amichetta sembrava non turbarla. Anzi: assecondava di buona lena ogni morbosità del veccho pervertito. Poi ci ha preso gusto e ha cominciato a giocare per sé. La nuova non le dispiaceva affatto, era una complice ideale. Efficiente, assecondava ogni voglia con pruriginosa meticolosità. E aumentava sempre la posta.

Dominata e dominatrice, allora, si sono messe a giocare insieme. Proprio sotto gli occhi del re, che non vedeva e si compiaceva: la partita era sempre più eccitante. Ma gli sguardi tradivano e il vecchio era costretto a rincorrere. Sempre più spesso non capiva e passava in rassegna prima l'una poi l’altra, a ripetizione, per afferrare qualcosa. La bocca spalancata.

Loro lo tranquillizzavano, gli facevano le coccole e lo mettevano a dormire. Era stato un re glorioso e non si meritava uno scherno manifesto. Dentro di loro, però, sapevano già come sarebbe finita.


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3 febbraio 2008

UN BOLOGNESE A RUSSI


Entro la fine del mese Vanessa ed io ci trasferiamo a Russi, tra Ravenna e Lugo.
Due domeniche fa ci siamo andati per mostrare la casa ai miei. Era una giornata grigissima ma i (quattro) bar del paese erano
tutti aperti, pieni di gente. In piazza i vecchietti a capannelli dibattevano di sport e politica, davanti alle bacheche (tra gli altri) del PSI (con un'immagine di Pertini) e del PRI (nella foto). Bei tempi.
Mentre fotografavo la Torre dell'Orologio un vecchietto si è avvicinato e mi ha sorriso
stai facendo lo foto? ti piace?

Naturalmente adesso che levo le tende Bologna mi sembra bellissima.
Tutte le volte che mi ricordo prendo la macchina fotografica e parto a fare il giapponese, vagabondando per i vicoli del centro storico. Mi accanisco soprattutto sui dettagli. La volta
in legno del portico di via Nazario Sauro, un tag che accoltella un palazzo del '500, un cestino stracolmo in via dei Falegnami e poi porte, archi, bassorilievi mimitizzati, la finestra sul fiume Aposa. In via Piella.

Bologna è un mistero anche per i bolognesi.
Dietro ogni portone di ogni palazzo del centro storico si celano giardini, quadriportici, fontane inimmaginabili fuori, tra le cacche dei cani e il lezzo insopportabile di suv e scooter.
Autunno/inverno, questa, è la sua stagione. La nebbiolina umida e grigiastra interagisce con le luci giallognole di lampioni e faretti e creano l'atmosfera tipica, l'immagine mentale che conservo da sempre della mia città.

Io è un po' che sono incazzato con Bologna.
Alla domenica è tutto chiuso, da casa mia il posto più vicino per buttare la plastica è la stazione e i bolognesi stanno diventando dei musoni come i milanesi. Tutti che si lamentano del Sindaco o del governo ma sono troppo puttane per non limitarsi a continuare a sorridere melliflui ai clienti/affittuari, troppo avidi per riuscire a smettere di insinuare
...altro...?

Ma troppo pigri per tirar sù la serranda quando in giro ci sono i turisti o per inventarsi qualsiasi qualcosa.

L'Alba, mia nonna, l'altro giorno si è messa a leggere il blog e quando ha visto l'ultimo post su Bologna s'è incazzata
anche se su alcune cose puoi aver ragione non devi usare quel tono lì,
non gli fai del bene alla tua città.

Forse ha ragione.

Così ho messo su Flickr una galleria su Bologna, per mettere in mostra quanto è bella: qui.


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permalink | inviato da orione il 3/2/2008 alle 0:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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