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VOTO
Per il partito del diavolo. Quello dei mercanti, delle mignotte, dei preventivi.

Che ha inventato il marketing e gli hippie. Principio vitale e creatore, maschio, della contemporaneità. Ora, però, sta perdendo dei colpi. Martiri e beghini non fanno altro che strillare di valori e verità. Tutte balle per il vecchio tiranno, avvezzo alla ruvida legge del business e a quella melliflua del piacere. Parole incomprensibili, sparate in tutto il mondo dalla comunicazione.

Il re si era illuso. Per anni aveva dimenticato: non era solo al suo arrivo. La comunicazione era sempre stata lì. Creatrice, femmina, dell’umanità. Il vecchio aveva creduto di dominarla e in effetti per lungo tempo era andata così. Non aveva più memoria di essere anch'egli una sua creazione. Una funzione. Lei poi se ne stava in un angolo. Zitta e buona, casa e bottega. 

Non aveva fatto una piega neanche quando le aveva portato a casa la tecnologia. L'arrivo della nuova amichetta sembrava non turbarla. Anzi: assecondava di buona lena ogni morbosità del veccho pervertito. Poi ci ha preso gusto e ha cominciato a giocare per sé. La nuova non le dispiaceva affatto, era una complice ideale. Efficiente, assecondava ogni voglia con pruriginosa meticolosità. E aumentava sempre la posta.

Dominata e dominatrice, allora, si sono messe a giocare insieme. Proprio sotto gli occhi del re, che non vedeva e si compiaceva: la partita era sempre più eccitante. Ma gli sguardi tradivano e il vecchio era costretto a rincorrere. Sempre più spesso non capiva e passava in rassegna prima l'una poi l’altra, a ripetizione, per afferrare qualcosa. La bocca spalancata.

Loro lo tranquillizzavano, gli facevano le coccole e lo mettevano a dormire. Era stato un re glorioso e non si meritava uno scherno manifesto. Dentro di loro, però, sapevano già come sarebbe finita.


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28 aprile 2008

FORZA SOROS


Dunque in Champion's League le abbiamo prese, lo scudetto non lo vinciamo, al Campidoglio ci va Alemanno con la celtica al collo e quelli di ordine nuovo che festeggiano per strada.
Il laziale papalino se ne va affanculo stavolta, almeno?

Ci rimane solo Soros, che tra l'altro è un gran figo.
Ancora per poco, però.


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25 aprile 2008

LA MORTE NON ESISTE


Lilith il 24 aprile dello scorso anno ha cominciato una nuova vita.

Tante nuove vite.
Oggi sopra la terra dov'è seppellita c'era un sacco di gente: formiche, insetti ronzatori, erbacce ispide e puntute - masticatrici - d'ogni genere. Sparnazzate come lei.


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permalink | inviato da orione il 25/4/2008 alle 23:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

23 aprile 2008

MORALE DELLA FAVOLA


Hillary ha vinto di nuovo.
Non si è rimessa alla ragion di partito (ritirarsi) e ha vinto di nuovo. La Pennsyilvania è l'ultimo dei 14 stati vinti dalla ex-First Lady, tra cui tutti quelli più popolosi (New York, California, New Jersey, Ohio, Texas, Florida senza avere delegati, tra gli altri) esclusa la Georgia e l'Illinois.

Il fighetto da par suo ha ricevuto poche ore fa l'endorsement quasi contemporaneo del Financial Times e di Michael Moore - Hillary è disgustosa - e continua a vincere tra i giovanissimi, gli studenti, i professionisti, gli intellettuali, i mediatizzati, i vipps.
I poveri diavoli, vecchi/casalinghe/operai, votano per Hillary. È il nuovo proletariato bianco, simile a quello che in Italia ha votato per la Lega alle ultime elezioni; stesse due paure di fondo: farsi fracassare la testa da un tossico per 20 dollari e
tornare poveri.

Chissà se alla sinistra americana riesce il miracolo di capire che se non si parla anche a questi, indubbiamente meno glamour di George Clooney o Steve Jobs, molti di loro finiranno per votare per McCain, dopo.

La verità è che i due sono complementari e si servono disperatamente.
Se fossero gli statisti pop capaci di battere il vento di destra che fischia su tutto l'Occidente tirerebbero la moneta per decidere chi fa il vice. Domani.

Intanto chi scende da cavallo e parla ai poveri vince, contro ogni logica.

La foto l'ho presa in prestito qui,

18 aprile 2008

NON CI SONO PIÙ LE MEZZE STAGIONI


Pare che la Lega abbia ciucciato un terzo dei voti della (ex)sinistra italiana.
Strano, e io che pensavo che gli operai e le commesse del norditalia passassero le loro serate a discutere dell'ultima enciclica di Ratzinger e delle meraviglie della società multiculturale...

Quando Bertinotti parla degli opevai sembra di sentire me col giradischi Marantz del '79. Gli brillano gli occhi, devono essere una sorta di fissazione per lui, gli opevai, o forse subisce il fascino dell'ignoto.
Tra l'altro io è 6 anni che devo aggiustare il Marantz, ma questo non frena il mio entusiasmo quando ne declamo le virtù. Né Bertonotti si da un contegno quando tenta di parlare dal salotto di Vespa a gente di cui non ha la minima idea

Erano più di quindici anni che la Cgil segnalava che la Lega stava facendo proseliti fra i suoi iscritti, al nord. Ora che sono disperati/incazzati, che subiscono l'insicurezza delle città, le chiacchiere dei Diliberto/Giordano/Pecoraro e il terrorismo dei "media" in silenzio, tutti i giorni, molti (ex)elettori di sinistra saltano il fosso e votano per chi sembra più in grado di risolvere i problemi e che parla la loro lingua, senza ipocrisie e buonismi, ma al contrario rispolverando i simboli e i valori del movimento dei lavoratori e il senso di comunità dei vecchi partiti della sinistra italiana.

Il mio Manifestival infatti lo vince lui.
Il manifesto/segno dei tempi (probabile risposta a quello tristemente famoso di Rifondazione) invece l'ho preso qui.

15 aprile 2008

GAME OVER



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permalink | inviato da orione il 15/4/2008 alle 0:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa

13 aprile 2008

LE PANCHINE DI RUSSI


Da qualche tempo l'asma è tornata. Prima con discrezione, la sera, negli utlimi giorni con arroganza, tutto il giorno. Brutta bestia l'asma, si dorme male, fiacca le energie e fa sembrare ogni piccola cosa una montagna.
Oggi comunque sto meglio, quando scrivo poi sto bene e se dormo abbracciato a Vanessa dormo da dio; domani poi starò ancora meglio, si vota finalmente.

Ho preso l'abitudine di andare a Bologna tre giorni la settimana, il lunedì, il mercoledì e il giovedì di solito. Il mercoledì sera si gica a tressette nella magione dell'amico Poggio, a San giorgio di Piano.
Barro mi viene a prendere al Gatto & la Volpe alle 8 e mezza, un mio espediente per fare incazzare Pietro che vorrebbe chiudere alle 8, poi abbiamo una mezzoretta di viaggio per chiacchierare di politica, spettegolare (con scarso successo) e pontificare alla bell'e meglio.

Mercoledì scorso tenevano banco le elezioni. Barro detesta l'Avanzo di Balera e l'Italia che rappresenta, quella destra che Prodi definì mirabilmente gente che lascia la macchina in doppia fila. Io che sono più liberale di lui (sono anche a favore dell'indulto) non riesco più a sopportare il vecchio palpaculi che zompetta da una tivvù all'altra, le sue battute, le gaffes, le minchiate sui comunisti e sono arrivato a credere che questa Italia se continua a votarlo forse si meriterebbe il Peron vero, non la sua versione light.
Continuare a pensare che gli elettori siano meglio degli eletti d'altronde è, nella migliore delle ipotesi, un esercizio mentale noioso, frustrante e autoassolutorio.

Prima mi sono messaggiato con Fede, che forse vota Bertinotti forse non vota per niente, la Sara invece vota di sicuro così come Cuma, veltroniano convinto. Alla cena da Poggio il Pd era in netta maggioranza anche se pure lì vale il motto "occhio ai silenziosi". Non è che se uno non spiccica parola (e magari sorride) mentre il Giampa della situazione si dichiara dalla parte di Uòlter vuol dire che è d'accordo. Un po' come le piazze: non è detto che se le riempi vinci anche le elezioni (certo, sempre meglio riempirle che farsi fischiare dai propri supporter mentre si sparano minchiate su Totti e Ronaldinho).
Pure Vanessa alla fine ha ceduto e anche se non posso scrivere su che simbolo mette la croce (mi spezza le gambine) di certo la posso prendere per il culo privatamente, dopo lunedì.

Se l'Avanzo di Balera non fosse scappato (ieri sera a Matrix ha addirittura esibito la sentenza che avrebbe impedito il faccia a faccia) e gli italiani avessero potuto vedere, anche solo per mezzora, lui e Uòlter uno di fianco all'altro non avrei avuto dubbi: vinceva Uòlter tutta la vita. Troppo vecchio, troppo esplicitamente pataccaro, consunto venditore in declino, troppo pateticamente uguale a sé stesso (ha i capelli come Big Jim ha ragione Barro!), il palpaculi candidato premier per la quinta volta non avrebbe avuto chances.
Me lo sarei giocato alla Snai o dagli inglesi, Uòlter, alla faccia dei sondaggi.

L'era della personalizzazione pura della poltica finalmente sembra essere giunta anche in Italia. Niente più partiti-chiesa e baracconi di falsi monaci che farneticano sui valori mentre puntano il portafogli, niente più (i hope) militanza demenziale in organizzazioni culturalmente fatiscenti per aspiranti nullafacenti disposti a farsi resettare il cervello (e a dire sempre di si) pur di arrivare.
Questa è la promessa della versione italiana del bipartitismo, incarnata da Pd, Pdl e (soprattutto) dai loro leader. Non mi sfuggono i rischi e i punti di debolezza, primo fra tutti la seria possibilità che i temi che dividono su basi etiche sono già di fatto espunti dall'agenda di governo di ognuno dei due.

Nonostante tutto ho fiducia, perchè la vedo come una questione generazionale, l'Italia è indietro sui diritti civili, sullo svilupppo della Rete, sulle libertà, perché è vecchia. Niente di più.
Cerco di farmi rassicurare dagli esempi:
1 / Pina Picierno, 26 anni ex Presidente dei giovani della Margherita e capolista per il piddì in Campania 2, ha votato quattro si al referendum sulla procreazione assistita ed è andata alla manifestazione di Arcigay per i Dico.
2 / Gabriele, 70 anni storico militante dei Ds (prima Pci- Pds) di dalemiana e comprovata fiducia, dopo un po' che ascoltava in silenzio la mia arringa a favore del matrimonio gay ha osservato che se fosse per me i busoni li metterei al muro.  

L'Avanzo di Balera a Matrix ci ha tenuto a precisare che i precari sono un problema sopravvalutato e il vero problema sono i pensionati (le pensioni minime sono un dramma sociale, è vero, ma non in contrapposizione alla precarietà). Il partito conservatore e quello progressita sono una realtà, basta sintonizzare il cervello e (per chi ha tempo e voglia) ci sono tutte le possibilità per influenzarne il cammino.
Per quanto mi riguarda credo che la poltica si debba occupare della cornice e (al massimo) dei colori, poi il proprio quadro ognuno deve poterselo dipingere da sé.

Lunedì e mercoledì mentre raggiungevo a piedi la stazione di Russi (il mio treno parte alle 8 e 48) l'asma mi stava piombando le gambe e il fiato mi si accorciava ogni volta che pensavo cazzo perdo il treno.
Ho dovuto fermarmi più volte per riprendermi, ma per fortuna c'era sempre una panchina nei paraggi.
Russi è un paese civile in cui ci sono ancora le panchine (dalle città le tolgono perché attirano i vagabondi) in mezzo alla strada.

Anche l'Italia ha il fiato corto e le panchine che ci sono non bastano più. Bisogna smetterla di fare i fighetti e chiedersi sul serio cosa si può fare per il Paese, non il contrario.
Soprattutto dal 15 aprile.

Nella foto (che sembra arrivare dal casting di qualche Drive-In di un secolo fa) l'Avanzo di Balera al lavoro con tre semiminorenni, interinali del jet-set. Povera Evita (e povera Italia).

11 aprile 2008

GRAN PREMIO D'ITALIA

Il mio amico Maria, quello matto di qualche post fa, segnala la gagliarda iniziativa del blog di Andrea Mancia, che pubblica (anche se non si può) i sondaggi di Crespi camuffati da pronostici di alcuni Grand prix regionali.

Messi in fila esce il Gran Premio d'Italia, almeno secondo Mancia.



Questi sono i risultati, tratti dalla sua home-page (sopra).


Gran Prix della Lombardia
Varenne
53,6 (30)
Fan Idole 29,5 (17)
General du Pommeau 5,8
Ipson de Mormal 4,2
Igor Brick 1,7
Jackhammer 2,0
(spettatori 82% - in calo; spettatori incerti 17%)

Gran Prix del Veneto
Varenne
53,0 (15/16)
Fan Idole 24,9 (8/9)
General du Pommeau 4,7
Ipson de Mormal 5,7
Igor Brick 1,8
Jackhammer 1,7
(spettatori 83% - in calo; spettatori incerti 15%)

Gran Prix del Lazio
Varenne
39,0 (12/15)
Fan Idole 39,5 (12/15)
General du Pommeau 4,7
Ipson de Mormal 6,5
Igor Brick 4,5
Jackhammer 2,2
(spettatori 80% - in calo; spettatori incerti 15%)

Gran Prix dell'Emilia Romagna
Varenne
36,0 (7/9)
Fan Idole 46,4 (12)
General du Pommeau 7,4 (0/2)
Ipson de Mormal 4,0
Igor Brick 1,4
Jackhammer 2,2
(spettatori 86% - in calo; spettatori incerti 12%)

Gran Prix del Trentino Alto-Adige (Trento)
Varenne
40,5 (1/2)
Fan Idole 40,0 (1/2)
General du Pommeau 7,0
Ipson de Mormal 9,0
Igor Brick n.p.
Jackhammer n.p.
(spettatori incerti 12%)

Gran Prix della Basilicata
Varenne
36,0 (2/4)
Fan Idole 37,3 (2/4)
General du Pommeau 5,9
Ipson de Mormal 11,6 (1)
Igor Brick 2,4
Jackhammer 4,2
(spettatori 75% - in forte calo; spettatori incerti 24%)

Gran Prix della Puglia
Varenne
44,1 (12)
Fan Idole 34,8 (7/9)
General du Pommeau 5,6
Ipson de Mormal 7,3 (0/2)
Igor Brick 3,0
Jackhammer 3,1
(spettatori 76% - in calo; spettatori incerti 24%)

Gran Prix della Calabria
Varenne
40,1 (6)
Fan Idole 35,2 (3)
General du Pommeau 6,2
Ipson de Mormal 8,6 (1)
Igor Brick 3,3
Jackhammer 3,6
(spettatori 76% - in calo; spettatori incerti 24%)

UPDATE/2

Gran Prix della Sicilia
Varenne
51,3 (15/16)
Fan Idole 29,5 (9/10)
General du Pommeau 5,2
Ipson de Mormal 8,5 (2/3)
Igor Brick 2,4
Jackhammer 1,2
(spettatori 73% - in calo)

Gran Prix della Toscana
Varenne
32,5 (6)
Fan Idole 44,4 (10)
General du Pommeau 10,4 (2)
Ipson de Mormal 4,5
Igor Brick 1,8
Jackhammer 2,7
(spettatori 84% - in calo)

Gran Prix dell'Umbria
Varenne
34,6 (2)
Fan Idole 40,5 (4)
General du Pommeau 10,1 (1)
Ipson de Mormal 5,1
Igor Brick 2,4
Jackhammer 3,2
(spettatori 82% - in calo)

UPDATE/3

Gran Prix delle Marche
Varenne
38,3 (2/3)
Fan Idole 39,9 (5)
General du Pommeau 8,3 (0/1)
Ipson de Mormal 6,2
Igor Brick 2,1
Jackhammer 2,2
(spettatori 81%; spettatori incerti 14%)

Gran Prix degli Abruzzi
Varenne
38,4 (3/4)
Fan Idole 38,8 (3/4)
General du Pommeau 6,4
Ipson de Mormal 6,7
Igor Brick 4.0
Jackhammer 2,9
(spettatori 78%; spettatori incerti 19%)

Grand Prix del Friuli
Varenne 49,0 (4)
Fan Idole 32,3 (3)
General du Pommeau 6,0
Ipson de Mormal 5,2
Igor Brick 2,5
Jackhammer 1,9
(spettatori 84%; spettatori incerti 16%)

UPDATE/4

Grand Prix del Piemonte
Varenne 45,9 (13)
Fan Idole 35,5 (9)
General du Pommeau 7,0
Ipson de Mormal 4,4
Igor Brick 2,0
Jackhammer 2,3
(spettatori 80%; spettatori incerti 16%)

Grand Prix della Liguria
Varenne 41,5 (5)
Fan Idole 39,6 (2/3)
General du Pommeau 8,1 (0/1)
Ipson de Mormal 4,0
Igor Brick 1,4
Jackhammer 2,5
(spettatori 82%; spettatori incerti 15%)

UPDATE/5

Grand Prix della Sardegna
Varenne 38,0 (4/5)
Fan Idole 37,7 (4/5)
General du Pommeau 6,8
Ipson de Mormal 6,7
Igor Brick 2,4
Jackhammer 2,4
(spettatori 82%; spettatori incerti 15%)


UPDATE/6

Grand Prix Nazionale di Mount Citor (and Ms. Palace)
Varenne 43,9 (165 - min 158 max 174)
Fan Idole 35,6 (141 - min 127 max 149)
General du Pommeau 6,5 (5 - min 3 max 6)
Ipson de Mormal 5,8 (4 - min 1 max 9)
Igor Brick 2,4
Jackhammer 2,2

9 aprile 2008

MANIFESTIVAL / 4


Meglio un bel culo che una brutta faccia?
Forse si, anche se la creatività di Milly D'Abbraccio, candidata alle amministrative a Roma nella lista del Psi per Grillini Sindaco (auguri!), sembra un flashback un po' sbiadito dei Radicali anni '80 (l'epoca di Cicciolina) o del Partito dell'Amore della sacerdotessa Moana. 1992.

È vero che con questi chiari di luna, meglio una chiappa fuori che una Binetti in Parlamento. Che tristezza però. Starò invecchiando ma mi sembra così miserabile, così poco trasgressivo. Non era meglio una foto con due maschi (o due femmine) mano nella mano che portano fuori il cane (o fanno jogging)?

Secondo me vivere come se i diritti ci fossero è il top della trasgressione. Solo che ci vuole equilibrio e buon gusto per rappresentarlo. Rarità.

Loro (i socialisti) la vedono così.
L'immagine l'ho presa qui.

8 aprile 2008

DISGIUNGO?


Per votare voto, ma come sempre vado per esclusione.
A destra no, il mio background familiare me lo vieta (il nonno Giorgio è sepolto nel Sacrario di Marzabotto, il bisnonno Augusto, Conte Arcelli, ha fatto la fame e la galera per non prendere la tessera del pnf, tutta la mia famiglia è antifascista), quindi non posso votare per la Santanché anche se è un'icona trash.
E neppure per Fini perché non esiste più.

L'Avanzo di Balera, poi, mi ha tolto ogni residuo dubbio con l'ultima minchiata dello stop ai condoni: se devo pure pagare le tasse e impazzire dietro i deliri della nostra burocrazia kafkiana per spostare una finestra, non si vede per quale altra ragione potrei votarlo. Non mi pare che il vecchio palpaculi riservi qualche altra brillante sorpresa. Meglio il fucilatore Bossi (non è neanche troppo fascista e le ampolle con l'acqua del Po e i riti celtici mi sono sempre piaciuti), ma il mio darwinismo me lo impedisce.

Casini e compagnia sono invotabili per un laicista-relativista della mia risma. Dicono qualcosa di interessante sul quoziente familiare (ma di che famiglia stiamo parlando, per le coppie gay niente quazionte?) e l'intelligente Tabacci ha idee condivisibili sulla politica fiscale e sulle liberalizzazioni. Pezzotta però è troppo brutto e ha una voce terribile. Bisognerebbe porre un limite alla bruttezza in politica, una sorta di modica quantità, come per le droghe.

Rimane l'altra metà del campo.
Boselli l'ho votato due anni fa quando si è presentato con i Radicali nella Rosa nel Pugno. Due mesi dopo a New York apro il Corriere della Sera e trovo la sua intervista in cui fa a pezzi tutto e tutti. A 'sto giro s'incula col suo zero virgola.
Bertinotti lo disprezzo personalmente, è un fighetto di merda peggio di Obama, quindi ho delle difficoltà a votarlo. Per non parlare di Diliberto, Pecoraro, Giordano e Rizzo (che è una testa prima di tutti noi sull'ideale grafico darwiniano dell'evoluzione della specie). Va detto che Sinistra Arcobaleno è pur sempre lo stesso brand politico di Nichi Vendola (che avrei votato come candidato premier) e che la campagna di comunicazione è efficace. Però si sono tirati dietro pure Occhetto che mena rogna peggio di Ciubecca.
Uòlter alla fine è il meno peggio. Si è preso la pattuglia di Radicali (a partire da Emma Bonino) e sta mettendo in pratica quell'evoluzione bipartitica e presidenziale (di fatto) che è l'unica via d'uscita al tunnel in cui si è ficcata l'Italia. C'è Di Pietro, è vero, ma non dovrebbe nuocere più di tanto.

Di certo la cosa di cui sento meno il bisogno in questo momento è l'inevitabile festival medievalista che segue la vittoria della destra, con i proibizionismi folli che ne derivano.
La Bossi-Fini sull'immigrazione, la legge sulla procreazione assistita e quelle che hanno reso il consumo di (qualunque) droga e la condivisione di files reati da perseguire penalmente sono il bilancio della gestione 2001/2006. E dovrebbero bastare.

Per questo, forse, disgiungo.

L'opera di Pomodoro, uno dei suoi disgiunti, l'ho presa in prestito qui.

7 aprile 2008

MONDO LIBERO


Magari per calcolo elettorale spicciolo, una sorta di ultima cartuccia per svelare agli americani che è lei quella di sinistra, non il fighetto Obama (come tentano di credere e far credere i "media").

Forse, ma la forza della disperazione è pur sempre un forza formidabile e aprendo il corriere.it si scopre che Hillary ha il coraggio (insieme a Sarkozy) di dare la linea a quello che una volta veniva chiamato mondo libero.

Nessun rappresentante del mondo libero dovrebbe assistere alla cerimonia di apertura delle olimpiadi dei macellai. Ne va della definizione (mondo libero) e del suo futuro. Mai come in questo precarissimo inizio millennio il simbolo è realtà. E il mezzo è il messaggio.

La foto arriva da qui.

6 aprile 2008

REBECCA È SCAPPATA DI NUOVO


Era tornata ieri notte, nera come uno spazzacamino, dopo due giorni in giro per Russi a cercar uccelli.
Ha mangiato come una bestia, si è fatta curare occhi e orecchie (la vita dell'avventuriera ha il suo prezzo) e ha preso le coccole tutto il giorno. Non si è fatta mancare niente, anche una pisciatina sul mio pigiama tanto per non perdere il vizio.
Poi, pochi minuti fa, è ripartita.

Thor che è un po' tonto non se n'è ancora accorto.
E dire che ha passato due giorni d'inferno tra sensi di colpa per la virilità mancata (e mancante) e semplice preoccupazione per la sorte sua avventurosa compagna di giochi. Lui è cresciuto in casa a differenza della trovatella Rebecca che durante il viaggio da Bologna a Russi, quando passavamo di fianco a tanto verde alzava il musetto con lo sguardo sognante.

Speriamo torni di nuovo, ci manca molto quando è via, anche se possiamo solo immaginare quanto se la spassa la zoccola!

Nella foto il ritorno della guerriera, ieri notte, alla fine del secondo piatto spazzolato.


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permalink | inviato da orione il 6/4/2008 alle 22:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

3 aprile 2008

VIOLENTEMENTE BELLA


Ieri sera sono stato in giro per Bologna.
Per la prima volta da quando mi sono trasferito a Russi ho passato una serata a bighellonare per feste e locali, prima di prendere il 27/a in direzione Corticella, il quartiere dove vivono i miei (in cui sono cresciuto).
C'era un cielo splendido, blu elettrico, e un vento asciutto che spazzava strade e vicoli trecenteschi. Bella Bologna, ieri sera, davvero.

Dopo il lavoro sono andato al Gatto & la Volpe. Al baretto di via Riva Reno mi hanno subito coinvolto nella polemica della giornata, la contestazione al Monatto.
Baiesi insultava, al solito, il povero Bovina reo di essere un fan dichiarato del direttore del Foglio (e di Guazzaloca)
tì propri un marden, cumpagna al to amìg, cal grasson ed Ferrara... un marden e un fasesta!

Nel pomeriggio il Monatto era venuto in città a proseguire la sua opera di evangelizzazione ad alto rischio (personale): quando si rompono i maroni alle donne sull'aborto con minchiate tipo io mi sento un po' donna, le femministe di inizio seco
llo erano d'accordo con me che l'aborto è maschio, la contestazione scatta inevitabile. Se vogliamo essere onesti è cercata, corteggiata, evocata, la contestazione: Ferrara non ha altre possibilità per andare sui giornali a ripetere la solita litania ratzingeriana.
Così Bologna si è trasformata nella città più violenta d'italia (sempre secondo Ferrara).
Che cazzo pretende? Questa è Bologna, altroché Caffarra, il Monatto le sue medaglie se le tenga ben strette sulla faccia.

Ho visto le foto, era pieno di gente - di donne - normali,
come quelle che l'hanno fischiato dalla Bignardi, non solo di professionisti della contestazione. Magari le donne non tollerano più che uomini come Ferrara s'intromettano a pontificare, tronfi, su una tragedia che (da sempre) riguarda loro. Quindi si difendono, anche con violenza, è così difficile da capire?
Poi Cofferati, Bertinotti & Co. solidarizzino quanto gli pare: la sostanza non cambia.

Dopo la disputa al bar sono stato all'aperitivo dell'Opificio Ciclope nel loro studio in via della Santa (di fianco a casa di Prodi) e all'Urp (ex Black B.) a salutare qualche reduce.
In via del Pratello ho incontrato Osvaldo, a cui ho scoperto di avere dato (per sbaglio) il numero di Vanessa al posto del mio. L'ho sfidato a tressette, nel suo tavolo, nel suo bar, nel suo anno (è capricorno).
E ho perso, cazzo.

La foto l'ho presa in prestito qui,

1 aprile 2008

NO TARGET


Sembra che la chimera dei mad men di tutti i tempi, il controllo delle scelte individuali, si stia rivelando per quel che è: una chimera. O al massimo un'opinione.

Come l'oroscopo per i nazisti
Il marketing non è una scienza e non è per niente esatta. I target spesso sono convenzioni, format prestampati per marchettari pigri e annoiati che si guardano bene dal dichiarare i riscontri reali delle loro strategie.

I nazisti avevano grande considerazione per l'astrologia. Le mosse della strategia bellica di Hitler erano profondamente influenzate dagli aruspici e dai presagi annunciati da stelle e lune.
A nessuno però sarebbe mai venuto in mente di chiamare scienziati i numerosi astrologi che animavano gli austeri palazzi del terzo reich.

Il mezzo è il messaggio
Prodotti che mostrano più personalità dei loro presunti target ce n'è sempre stati, ma quando Harry Potter è uscito dal libro per incrociare i ferri con Ratzinger su tutti i giornali, ho avuto l'impressione che fosse stato raggiunto un punto di non ritorno. Nel bene e nel male.

A giudicare dalle ultime imprese, l'Avanzo di Balera si propone un tragitto simile anche se con obiettivi per me oscuri. Andare alla videochat del Corriere e dire stop ai condoni è un vero e proprio nonsense in termini di marketing: tutti quelli che conosco, e so che votano per lui, quando gliel'ho detto sono rimasti a bocca spalancata, basiti.
Come se gli avessero abolito il Natale o la domenica sportiva.

La pubblicità migliore è quella che dice la verità
Al Grande Fratello intanto va in onda l'ennesimo rovesciamento del senso comune: spopola la trans Silvia che appare sinceramente innamorata del suo uomo, mentre Roberto, giovane berluschino milanese, viene spedito fuori a furor di popolo e preso a calci nei denti dal pubblico in studio (un mix tra il Colosseo e un tribunale dell'Inquisizione, con Signorini nei panni di Eymerich) perché tenta di fare il simpatico furbastro destreggiandosi malamente tra la fidanzata, l'amante e l'amica del cuore che rischia la radiazione dall'Ordine dei medici per un seghino.
Una sorta di versione light delle avventure dell'Avanzo di Balera.
 
Fuori dalla casa intanto alla trans leghista Maurizia Paradiso pare vada ancora peggio.

Che il target del GF sia più avanti dell'elettorato italiano (se si da credito ai sondaggi)?
Che il target sia semplicemente un ricordo?
O un pesce d'aprile?

Chimères, il gargoyle di Notre Dame nella foto, non fa una piega da otto secoli.

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