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VOTO
Per il partito del diavolo. Quello dei mercanti, delle mignotte, dei preventivi.

Che ha inventato il marketing e gli hippie. Principio vitale e creatore, maschio, della contemporaneità. Ora, però, sta perdendo dei colpi. Martiri e beghini non fanno altro che strillare di valori e verità. Tutte balle per il vecchio tiranno, avvezzo alla ruvida legge del business e a quella melliflua del piacere. Parole incomprensibili, sparate in tutto il mondo dalla comunicazione.

Il re si era illuso. Per anni aveva dimenticato: non era solo al suo arrivo. La comunicazione era sempre stata lì. Creatrice, femmina, dell’umanità. Il vecchio aveva creduto di dominarla e in effetti per lungo tempo era andata così. Non aveva più memoria di essere anch'egli una sua creazione. Una funzione. Lei poi se ne stava in un angolo. Zitta e buona, casa e bottega. 

Non aveva fatto una piega neanche quando le aveva portato a casa la tecnologia. L'arrivo della nuova amichetta sembrava non turbarla. Anzi: assecondava di buona lena ogni morbosità del veccho pervertito. Poi ci ha preso gusto e ha cominciato a giocare per sé. La nuova non le dispiaceva affatto, era una complice ideale. Efficiente, assecondava ogni voglia con pruriginosa meticolosità. E aumentava sempre la posta.

Dominata e dominatrice, allora, si sono messe a giocare insieme. Proprio sotto gli occhi del re, che non vedeva e si compiaceva: la partita era sempre più eccitante. Ma gli sguardi tradivano e il vecchio era costretto a rincorrere. Sempre più spesso non capiva e passava in rassegna prima l'una poi l’altra, a ripetizione, per afferrare qualcosa. La bocca spalancata.

Loro lo tranquillizzavano, gli facevano le coccole e lo mettevano a dormire. Era stato un re glorioso e non si meritava uno scherno manifesto. Dentro di loro, però, sapevano già come sarebbe finita.


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26 giugno 2007

BOLIVIA / NICOLAZA


Un post più lungo dell’altro, me ne scuso. Oggi pomeriggio siamo stati a prendere Padre Tarcisio a Palmarito. Bambini bellissimi che correvano ridendo. Poverissimi. Domani mattina partiamo per Sucre, anche se Gutierrez non ha nessuna intenzione di farsi dimenticare. Vanessa poi ci rimane fino al 10 agosto.

Domenica 24 giugno
Ci svegliamo a mezzogiorno e piombiamo a tavola diretti. Pollo con salsa di soya, riso, yocca (una patata enorme e buonissima), patate dolci, cipolla, donne e bambini ci aspettano. C’è aria di festa, due dei bimbi sono stati battezzati il mattino. Appena uno finisce di mangiare ringrazia e se ne va, come da tradizione.
Nel pomeriggio andaimo a fare la spesa in paese. Gutierrez significa aprire il cancello della missione e trovarsi su un’unica strada che conduce all’unica piazza. All’incrocio prima c’è il mercato: quattro bancarelle piene di gatti, cani e bimbi incollati alla tv. Fa mucho frìo. Rientrando Pancho ci racconta che un boschetto, vicino ai suoi alloggi, un giorno ha trovato un gatto impiccato: aveva litigato con quelli del Municipio.
Alla sera scatta il cineforum. La "pelicula" della serata è “Chico Mendez”, la lotta tra gli indigeni amazzonici e gli schiavisti bianchi. A parte lo stato (il Brasile nel film) potrebbe essere girato qui.
Mente scrivo questo post inteminabile arriva Nicolaza (nella foto). Dallo sguardo capisco che si tartta di una persona speciale. Il carisma è un’energia universale.

Nicolaza
L’unica donna che ha partecipato alla marcia del 1990, arrivando fino a La Paz (mi racconta Pancho) è una dei due rappresentanti della comunità in cui mi trova all’Assemblea del Pueblo Guaranì. Arriva da lì e ha tutta l’aria di avere delle notizie importanti. Lo scoprirò domani, ora devo dormire. Sono le undici e mezza, tardissimo per il nostro nuovo bioritmo.

Lunedì 24 giugno
Alle otto siamo in piedi senza fare una piega. Ancora mas frìo, sarà per quello. Quando ci presentiamo al quartier generale c’è Nicolasa che sta raccontando. Pancho è alla discussione con gli allievi sul filme di ieri sera. Arriva fremente e chiede lumi. Qualcosa capisco ma la sua espressione dice tutto. Gli occhi si lluminano e sbatte la mano sul tavolo. “Blocco!”
Poco dopo partecipiamo all’assemblea della comunità in cui Aurelio e Nicolasa illustrano le decisioni, chiedono pareri, sondano entusiasmi e scetticismi. Vogliono una ratifica democratica “sostanziale”: chi ascolta deve partecipare, se si dice d’accordo.
Siamo ad una svolta: l’Assemblea ha deciso di rifiutare ogni compromesso e di chiedere con forza l’autonomia, tramite un percorso di mobilitazione che comincia domani con il blocco del traffico a Camiri (a 60 chilometri da qui).
Aurelio (ribattezzato “Chico Mendez” da Pancho) e Nicolasa ottengono un consenso pieno. Ora si tratta di agire: Vanessa ed io ci siamo messi a disposizione per la comunicazione: Nicolasa ha ricevuto questo incarico dall’Assemblea.
Prima, sentendola parlare ai companeros, Vanessa ed io siamo rimasti di sale: se andasse su YouTube bucherebbe il video sul serio.

Genocidi clandestini
Ovvero “se ammazzi una vacca prendi otto anni di carcere, se ammazzi un indigeno... nessun problema” come dice il Pancho. Neanche se deve ancora nascere.
Quella che segue è una mail che ha spedito ai suoi contatti in Italia. Illustra di cosa stiamo parlando:

“C'era una volta il Chaco...
un territorio immenso che con la creazioni degli stati moderni ( 1825 ) è stato spartito senza alcun rispetto per i suoi abitanti in quattro parti: Bolivia, Argentina, Paraguay e Brasile.
Essendo questo territorio inospitale per i non nativi, si era mantenuto libero dagli invasori europei, inoltre il metodo difensivo indigeno utilizzò sempre un tipo di guerriglia che sfruttando l'ambiente amico risultò vincente contro il sistema di guerra usato dagli eserciti invasori.

Nel secolo scorso fu scenario di guerre per la conquista dei giacimenti petroliferi da parte delle varie multinazionali (Shell, Galf, Standard Oil, ...) che fecero schierare i figli dello stesso territorio delle "nuove patrie" a massacrarsi gli uni con gli altri per gli interessi stranieiri.
I popoli indigeni del territorio specialmente il popolo Guaranì, emigrarono cercando protezione come stranieri nel loro stesso territorio,
diviso ad arte per debilitare la forza dell'unione del popolo indigeno.

Purtroppo le immense risorse della zona portano sempre nuovi sciacalli pronti a accaparrarsi tutti benefici di queste terre, utilizzando nuovi sistemi ma con gli stessi obiettivi.
Seguendo alla lettera il motto fornito dall’allora presidente degli stati uniti lyndon jhonson (“ Cinque dollari investiti contro il crescimento della popolazione sono piú efficaci che cento dollari investiti nello sviluppo economico”) , una moltitudine di Ong’s hanno cominciato ad operare in tutta America Latina.

Chi non si ricorda del film del boliviano Jorge Santinez “Sangue di Condor” che svelava il genocidio clandestino commesso contro il popolo boliviano.
Le tragedie che investono i popoli latino americani, sembrano essere come epidemie contagiose, come il morbillo diffuso dai conquistatori spagnoli. Cosí dopo il genocidio portato avanti dal governo di fujimori in Perú ( 400.000 donne e uomini sterilizzati), gli stessi “carnefici” si presentano con faccia d’angelo con la scusa di “aiutare” lo sviluppo del sistema sanitario boliviano.

Da vari anni sono presenti nel territorio queste Ong’s, e giá vediamo i risultati del loro “aiuto”, ma ultimamente si sono riunite tutte sotto un unico nome: USAID
Un nome ormai tristemente noto tra i popoli latinoamericani, per le loro campagne di “salute sessuale e riproduttiva”, in Perú, in Ecuador, in Guatemala, per citare solo alcuni dei casi piú famosi.

Non é un caso che abbiano unito le forze per contrastare il momento politico assai favorevole alle popolazioni indigene, con il primo Presidente aymara nella storia boliviana, con un governo indigeno pronto a portare cambi radicali al Paese, per dare giustizia in terre dove ancora esistono servi della gleba.
Come diceva Machiavelli, occorre dividere il popolo per poterlo governare, e cosí stanno facendo per portare avanti questo genocidio subdolamente pianificato; grazie ai loro immensi fondi finanziari riescono a dividere e a corrompere l’unitá dei popoli indigeni.

Le loro campagne sono come bombe a orologeria, lí per lí sembrano innoque poi quando esplodono mostrano i danni devastanti che portano con sé; la stessa APG (Assemblea del Popolo Guaraní) rimane stupita a constatare che in alcune delle sue comunitá in due anni é nata solo una bambina.

Tanti dei sistemi di contraccezione vietati in europa e in america del nord, qui vengono usati come “bere un bicchier d’acqua”, senza preoccuparsi delle gravi conseguenze che portano alle donne. Un’epidemia di malattie frutto delle controindicazioni che fino ad oggi erano semisconosciute, stanno invadendo le comunitá indigene dell’America Latina
Come é possibile immaginarsi un controllo delle nascite in un paese come la Bolivia, che é grande quattro volte l’italia ed ha solo 8 milioni e mezzo di abitanti.

Cercano di far ricadere la colpa delle condizioni di estrema povertá in cui si trovano le popolazioni indigene nel numero dei figli che hanno, e non nella privazione di terra da parte dei grandi latifondisti che li utilizzano come manod’opera gratuita, o nel sistema di sfruttamento e razzismo perpetuato sistematicamente dai tempi della colonia. Meglio spazzar via da queste terre ricche di risorse e soprattutto di petrolio e di gas, tutti i futuri oppositori agli interessi dei signori di sempre.
I movimenti indigeni del 90 e del 92, le guerre dell’acqua e del gas sono eventi premonitori per “l’impero”.

Un altro motto americano allora sembra risuonare in queste terre “In America Latina risulta piú efficace uccidere i guerriglieri negli uteri dello loro madri che non nei monti e per le strade” .

Risoluzione dell’Assemblea del Pueblo Guaranì

Quello che segue è è quello che hanno deciso a Camiri ieri. Nicolasa ce l’ha raccontato con gli occhi che brillavano. Partiamo proprio quando si comincia a ballare. Il percorso di mobilitazione del popolo Guaranì sta per cominciare.

“El Pueblo Guaraní reunido en la ciudad en Magna Asamblea Nacional los días 23y 24 de Junio de 2007 con presencia de autoridades guaraní y capitanes de las 26 zonas.
Resuelve:
1 / Rechazamos rotundamente la intervención de instituciones en salud que no respetan nuestros derechos culturales principalmente el de la vida y que mas bien responden a visiones ajenas a nuestro pueblo, con políticas y diseños impuestos.
2 / Exigimos y reiteramos el financiamiento de USAID y sus brazos operativos de las instituciones: GESTION Y CALIDAD EN SALUD, ENGENDERHFATH, VISION MUNDIAL, CIES, PROSALUD, PROCOSI que no hacen otra cosa que impulsar nuevas formas de genocidio de nuestro pueblo al imponer la planificación familiar
3 / Que ninguna de las capitanías deben hacer convenios con estas ONG financiadas por USAID.

Cioè: gentaglia di USAID fuori dalle palle. A calci nei denti.




permalink | inviato da orione il 26/6/2007 alle 5:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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