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VOTO
Per il partito del diavolo. Quello dei mercanti, delle mignotte, dei preventivi.

Che ha inventato il marketing e gli hippie. Principio vitale e creatore, maschio, della contemporaneità. Ora, però, sta perdendo dei colpi. Martiri e beghini non fanno altro che strillare di valori e verità. Tutte balle per il vecchio tiranno, avvezzo alla ruvida legge del business e a quella melliflua del piacere. Parole incomprensibili, sparate in tutto il mondo dalla comunicazione.

Il re si era illuso. Per anni aveva dimenticato: non era solo al suo arrivo. La comunicazione era sempre stata lì. Creatrice, femmina, dell’umanità. Il vecchio aveva creduto di dominarla e in effetti per lungo tempo era andata così. Non aveva più memoria di essere anch'egli una sua creazione. Una funzione. Lei poi se ne stava in un angolo. Zitta e buona, casa e bottega. 

Non aveva fatto una piega neanche quando le aveva portato a casa la tecnologia. L'arrivo della nuova amichetta sembrava non turbarla. Anzi: assecondava di buona lena ogni morbosità del veccho pervertito. Poi ci ha preso gusto e ha cominciato a giocare per sé. La nuova non le dispiaceva affatto, era una complice ideale. Efficiente, assecondava ogni voglia con pruriginosa meticolosità. E aumentava sempre la posta.

Dominata e dominatrice, allora, si sono messe a giocare insieme. Proprio sotto gli occhi del re, che non vedeva e si compiaceva: la partita era sempre più eccitante. Ma gli sguardi tradivano e il vecchio era costretto a rincorrere. Sempre più spesso non capiva e passava in rassegna prima l'una poi l’altra, a ripetizione, per afferrare qualcosa. La bocca spalancata.

Loro lo tranquillizzavano, gli facevano le coccole e lo mettevano a dormire. Era stato un re glorioso e non si meritava uno scherno manifesto. Dentro di loro, però, sapevano già come sarebbe finita.


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10 maggio 2010

GENERAZIONE ITALIA GALOPPA SUL WEB

“Caro Orione, solo una cosa. Da autore di Libertiamo.it, non mi sento "puntualmente (e in modo platealmente strumentale) innescato dalle sue [di Fini] incursioni". E credo che tutti gli altri autori di Libertiamo.it sottoscriverebbero la mia smentita. Questo vale invece, e non c'è dubbio, per Generazione Italia.”

Nella comprensibile premura di rivendicare l’autonomia di Libertiamo (l’associazione del radicale Della Vedova) da Fini (che certo antiproibizionista non è, per dirne una), Max Melley forse non si è accorto che quando scrivevo "in questo momento è in grado di dettare l’agenda, produrre dibattito, caciara e – soprattutto – ottima stampa, ottimamente, puntualmente (e in modo platealmente strumentale) innescata dalle sue incursioni" mi riferivo alla strumentalità della stampa antiberlusconiana (Rep&Co.) e dei suoi interessi convergenti a quelli di Fini (e ogni tanto dei loro). Farsi strumentalizzare del “nemico del nemico”, poi, è una strategia come un’altra che, almeno del breve periodo, può pagare.


“Abbiamo avuto solo ieri 93.500 accessi unici al sito, siamo diventati il primo sito web per citazioni sui giornali e tra quelli politici uno dei più cliccati. E abbiamo aperto da appena un mese". È euforico Italo Bocchino, mentre narra le performances mediatiche di Generazione Italia, e annuncia l’inizio delle iscrizioni. Sarà possibile prendere la tessera solo online, pagando dieci euro con paypal o con bonifico bancario, da soli o a gruppi di dieci. L’obiettivo sembra non fermarsi a Facebook (sono partite da qualche giorno le fan-pages delle federazioni
regionali), ma di sbarcare nella realtà e, lì, giocarsela all’ultimo sangue (frazione per frazione).

Dalla rete alla realtà è stato anche il percorso del Movimento a 5 stelle, che alle elezioni regionali ha eletto due consiglieri in Emilia-Romagna e due in Piemonte con 0 minuti di copertura tv sulla Rai. Naturalmente, sia nel primo che nel secondo caso, la forza trainante del brand è la persona-leader (Fini e Grillo), senza la quale non ci sarebbe un bel niente (la personalizzazione-semplificazione del messaggio non è un’opinione, Berlusconi e Giovanni Rana stanno lì a dimostrarlo).

L'articolo è stato pubblicato su The Front Page.




permalink | inviato da orione il 10/5/2010 alle 17:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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