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VOTO
Per il partito del diavolo. Quello dei mercanti, delle mignotte, dei preventivi.

Che ha inventato il marketing e gli hippie. Principio vitale e creatore, maschio, della contemporaneità. Ora, però, sta perdendo dei colpi. Martiri e beghini non fanno altro che strillare di valori e verità. Tutte balle per il vecchio tiranno, avvezzo alla ruvida legge del business e a quella melliflua del piacere. Parole incomprensibili, sparate in tutto il mondo dalla comunicazione.

Il re si era illuso. Per anni aveva dimenticato: non era solo al suo arrivo. La comunicazione era sempre stata lì. Creatrice, femmina, dell’umanità. Il vecchio aveva creduto di dominarla e in effetti per lungo tempo era andata così. Non aveva più memoria di essere anch'egli una sua creazione. Una funzione. Lei poi se ne stava in un angolo. Zitta e buona, casa e bottega. 

Non aveva fatto una piega neanche quando le aveva portato a casa la tecnologia. L'arrivo della nuova amichetta sembrava non turbarla. Anzi: assecondava di buona lena ogni morbosità del veccho pervertito. Poi ci ha preso gusto e ha cominciato a giocare per sé. La nuova non le dispiaceva affatto, era una complice ideale. Efficiente, assecondava ogni voglia con pruriginosa meticolosità. E aumentava sempre la posta.

Dominata e dominatrice, allora, si sono messe a giocare insieme. Proprio sotto gli occhi del re, che non vedeva e si compiaceva: la partita era sempre più eccitante. Ma gli sguardi tradivano e il vecchio era costretto a rincorrere. Sempre più spesso non capiva e passava in rassegna prima l'una poi l’altra, a ripetizione, per afferrare qualcosa. La bocca spalancata.

Loro lo tranquillizzavano, gli facevano le coccole e lo mettevano a dormire. Era stato un re glorioso e non si meritava uno scherno manifesto. Dentro di loro, però, sapevano già come sarebbe finita.


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6 maggio 2008

PESCI D'APRILE


Domani vado a Bologna.
In mattinata ho una riunione, un po' di lavoro, poi pranzo da mia nonna e nel pomeriggio vado a trovare Antonella, la copy che mi ha insegnato il mestiere quando ho cominciato. Ora è presidente di Kitchen, una coop di comunicatori bolognesi.

Fin qui tutto bene, poi arriva l'ora dell'aperitivo. Dove vado?
Hanno chiuso il baretto, cazzo. O meglio: i ragazzi si sono rotti i maroni di combattere con scartoffie, musi lunghi e vicini esauriti e hanno venduto ai cinesi.
Come dargli torto? Almeno loro hanno venduto.

Io però l'aprile scorso sono rimasto senza bar.
Dopo il trasferimento a Russi, la Twin Peaks di Romagna da dove sto scrivendo, il Gatto & la Volpe per me era come Piazza Maggiore, le Sette Chiese di Santo Stefano, la Virtus e Piazza Verdi in primavera dopo un esame, tutti insieme.

In uno dei rarissimi bar bolognesi doc rimasti (cioè immuni alla modernità) per due anni ci abbiamo pranzato e cenato, festeggiato compleanni e lauree, tirato gavettoni, organizzato riunioni di lavoro, set fotografici, feste in maschera, gare del bacio, celebrato processi, fidanzamenti e sfidanzamenti.
D'altronde giocare a briscola e tressette coi vecchietti, dopo pranzo, è una figata pazzesca, così come pranzare (ogni sabato che gli dei mandavano in terra) sotto il portico a suon di monumentali vassoi di spaghetti allo scoglio, cestelli col ghiaccio per il vino e limoncelli (branca menta per me) come se piovesse.
La gente che passava o ci guardava livida, a bocca aperta, indignata per l'assoluta assenza di compassato grigiore oppure empatizzava al volo e si illuminava.

Game over.
Aprile è così, tira brutti scherzi.
Dopo un Aprile del genere (bar chiuso, saluti romani in Campidoglio,
ogm marxisti-leghisti all'assalto del palazzo d'inverno, Avanzo di Balera di nuovo in pista) se fosssi una rivista di sinistra e mi chiamassi Aprile, credo che cambierei nome.

Il manifesto della Festa de l'Unità in Città, nel centro storico di Bologna, che ha accolto la nostra compagnia di mangiatori di tortellini a suon di spaghetti all'amatriciana (pesce d'aprile!), è opera di Vanessa per le Lance Libere.

Piesse
Rebecca è incinta. Le fuitine d'amore le ha fatte i primi d'aprile, quindi i miciotti dovrebbero nascere i primi di giugno, gemelli come Thor. Che sta ancora cercando di capirci qualcosa.

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