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VOTO
Per il partito del diavolo. Quello dei mercanti, delle mignotte, dei preventivi.

Che ha inventato il marketing e gli hippie. Principio vitale e creatore, maschio, della contemporaneità. Ora, però, sta perdendo dei colpi. Martiri e beghini non fanno altro che strillare di valori e verità. Tutte balle per il vecchio tiranno, avvezzo alla ruvida legge del business e a quella melliflua del piacere. Parole incomprensibili, sparate in tutto il mondo dalla comunicazione.

Il re si era illuso. Per anni aveva dimenticato: non era solo al suo arrivo. La comunicazione era sempre stata lì. Creatrice, femmina, dell’umanità. Il vecchio aveva creduto di dominarla e in effetti per lungo tempo era andata così. Non aveva più memoria di essere anch'egli una sua creazione. Una funzione. Lei poi se ne stava in un angolo. Zitta e buona, casa e bottega. 

Non aveva fatto una piega neanche quando le aveva portato a casa la tecnologia. L'arrivo della nuova amichetta sembrava non turbarla. Anzi: assecondava di buona lena ogni morbosità del veccho pervertito. Poi ci ha preso gusto e ha cominciato a giocare per sé. La nuova non le dispiaceva affatto, era una complice ideale. Efficiente, assecondava ogni voglia con pruriginosa meticolosità. E aumentava sempre la posta.

Dominata e dominatrice, allora, si sono messe a giocare insieme. Proprio sotto gli occhi del re, che non vedeva e si compiaceva: la partita era sempre più eccitante. Ma gli sguardi tradivano e il vecchio era costretto a rincorrere. Sempre più spesso non capiva e passava in rassegna prima l'una poi l’altra, a ripetizione, per afferrare qualcosa. La bocca spalancata.

Loro lo tranquillizzavano, gli facevano le coccole e lo mettevano a dormire. Era stato un re glorioso e non si meritava uno scherno manifesto. Dentro di loro, però, sapevano già come sarebbe finita.


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13 luglio 2007

BOLIVIA / MARCIA E TV


News da Vanessa sulla marcia dei Guaranì dopo l'aggressione di un gruppo di estrema destra al leader della marcia di Santa Cruz. Ho letto la sua mail stamattina, parlare al telefono (ieri ci ho provato un paio di volte) è davvero difficoltoso.

Scrive:

"Già sai che c'è la marcia.
La tekove è completamente vuota, ci siamo solo io, il Padre, Nicolaza, Aurelio e i bimbi.

Nicolaza smania per andare e Tarcisio pure, io non ci penso neanche, visto che il servizio sulla marcia al telegiornale di stasera, quello della rete non fascista, titolava: "presenza di stranieri e di rappresentati del MAS (il partito di Morales) alla marcia indigena".
Per "stranieri" si intendeva un argentino prontamente intervistato.

(ps. nello stesso servizio si vedeva il logo )

Comunque, Tarcisio vorrebbe fare informazione sulla marcia utilizzando sia i mezzi tradizionali, appoggiandoci a Radio Parapetì, sia la radio del campo, ovvero: comunicare via radio a tutti gli ospedali della Bolivia.

Domani mi metto al lavoro con Nicolaza per vedere come organizzarci, se hai qualche idea è più che ben accetta."

Se a qualcuna/o che legge viene in mente qualcosa da suggerire a Vanessa per aiutare gli organizzatori della marcia lo scrivesse. Qualunque suggerimento è prezioso.
C'è bisogno di fare informazione (corretta, visti i media) e di comunicazione (di valori e di obiettivi). Non ci sono (quasi per niente) soldi, ma tante braccia, muri e cervelli a disposizione.

Nella foto
alcuni giovanotti della Tekove, all'opera.




permalink | inviato da orione il 13/7/2007 alle 10:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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